Il vestito di Arlecchino

Pubblicato Giovedì, 18 Gennaio 2024
Data di scadenza Giovedì, 18 Gennaio 2024
Biblioteca Villa Bandini
Via del Paradiso, 5
Firenze

Dal 18 gennaio presso la Biblioteca Villa Bandini, al via alla un ciclo di incontri dedicato alla storia della moda e dei colori

Alla base della moda vi è un impulso ambivalente: il desiderio individuale di differenziarsi e la ricerca di un adeguamento alle norme del gruppo sociale a cui si vuole appartenere.

Studiare l'abbigliamento è quindi cercare di capire la mentalità e il funzionamento di una determinata società. Indossare un abito non è senza conseguenze: l'abito parla da icona simbolica del soggetto che l'indossa, è il corpo culturale dell'uomo e della donna e, in quanto sistema di moda, pertiene alla generale economia politica del buon governo, del corpo personale come dei corpi sociali. E a ciò concorre anche la scelta dei colori, dalle tinte naturali soggette allo scolorire del tempo fino a quelle chimiche e più tenaci.

Gli incontri, a cura di Aldo Pasquali, si tengono dal 18 gennaio 2024 al 15 maggio 2025 presso la Biblioteca Villa Bandini, in Sala Paradiso, alle ore 17.

La partecipazione è gratuita su prenotazione, telefonando al numero 055 6585127 oppure scrivendo all'indirizzo bibliotecavillabandini@comune.fi.it

In occasione del ciclo di incontri la Biblioteca propone uno spazio espositivo con titoli disponibili per il prestito locale o interbibliotecario e una bibliografia con titoli disponibili in formato digitale su DigiToscana MediaLibraryOnLine (MLOL).

Programma

// giovedì 18 gennaio 2024
L'abito fa il monaco
Nel medioevo all'individuo era proibito assumere sembianze diverse da quelle attribuite al proprio gruppo di appartenenza. Allora si credeva nella differenza, che era distinzione di dignità e funzioni, e gli abiti dovevano servire a evidenziarla, oltre che a rendere leggibile la marginalità: le vesti erano pertanto un vero e proprio abbecedario che facilitava la comunicazione.

// giovedì 15 febbraio 2024
Noblesse oblige
Nell'età moderna, è la corte a diventare il luogo più importante di creazione di nuove mode e nuovi codici di comportamento. L'abito diventa così un importante simbolo, oltre che una manifestazione di ricchezza e potere, il che significa rinuncia al fasto esteriore e superficiale in nome di qualità interiori trovano espressione nella scelta del nero. Ma due secoli dopo non sono più le corti a dettare la moda, che diventa un fenomeno sociale e soprattutto urbano.

// giovedì 14 marzo 2024
Mondanità e riti sociali
Per una società come quella del XIX secolo dove domina l’economia, la donna diventa vetrina dell’uomo e occupa un rango secondario nell’ordine sociale e familiare. Parigi ha sacrificato i quartieri insalubri alla città nuova, che facilita la circolazione di merci e persone, il consumo e la corsa all’innovazione. Una buona igiene del tempo presuppone il sottrarsi alle distrazioni della malinconia e della noia, e l’abito, nei salotti, a teatro e in tutte le occasioni sociali, dice la condizione moderna nella sua essenza.

// giovedì 18 aprile 2024
Arbitri d'eleganza
L'abito maschile dell'800 è composto di tre pezzi, pantaloni, giacca e gilet, una specie di uniforme che dura ancora oggi. Il vestito a tinta unita, in genere grigia, è l'uniforme dell'uomo razionale che si distingue dalla donna per essere membro attivo della sfera pubblica ed esprime un'idea di rispettabilità e fiducia. Ma non è questo il solo modello maschile: c'è anche il bel tenebroso romantico e soprattutto il dandy, il sacerdote laico del bello, che celebra la diversità nel secolo dell’uniforme.

// giovedì 16 maggio 2024
Femminile singolare
Le scienze e tutte le forme dell'immaginario maschile hanno dovuto confrontarsi nell'800 con l'ostacolo della diversità femminile, costretta nel ruolo dell'angelo del focolare, umile e sottomessa alla autorità dell'uomo, padre o marito. Ma a fine secolo emerge un'altra immagine della donna, satanica e predatrice, una femme fatale che, tra il fruscio degli strascichi e di seriche stoffe, lacera il fragile velo dell'illusione misogina e restituisce l’eco materializzata di una epifania inafferrabile.

// giovedì 3 ottobre 2024
Di tutti i colori (I parte)
Per oltre 35 millenni i colori sono stati ricavati dai tre regni della natura: da quello minerale si estraevano terre, carbone e pietre da macinare; da quello animale molluschi e insetti da spremere; da quello vegetale le piante i cui succhi possedevano poteri tintori. L'industria tessile è molto fiorente in tutta l'età medievale, ma la storia del colore ai suoi esordi è una storia piena di insidie, di fatica e di puzza. Le sostanze sono tossiche e instabili e inoltre rigidi regolamenti impongono ai tintori di operare solo su una gamma di colori per i quali occorre una licenza.

// giovedì 17 ottobre 2024
Di tutti i colori (II parte)
L'esperimento di Newton stacca per sempre il colore dai materiali concreti che lo costituiscono e formula lo spettro che esclude bianco e nero, da quel momento non più considerati dei colori, distinguendo i colori primari dai secondari. Quasi due secoli dopo, Goethe investigherà l'aspetto fenomenico del colore, mettendo al centro della sua analisi il carattere soggettivo e culturale della percezione.

// giovedì 14 novembre 2024
Vexilla regis prodeunt
Il sistema araldico medievale nasce nella prima metà del XII sec., quando le insegne inalberate da combattenti o partecipanti a tornei aiutano a distinguere chi le porta. Poi il loro uso diventa ereditario e si estende a tutte le categorie sociali. Ormai si deve essere in grado di identificarsi, i vecchi sistemi di
identità non bastano più, l'araldica è uno dei nuovi sistemi che aiuta a collocare gli individui in gruppi e i gruppi nell'insieme del sistema sociale. La sua influenza è ancora oggi visibile nelle bandiere, nelle divise sportive, nelle insegne militari e civili.

// giovedì 12 dicembre 2024
Un silenzio anteriore alla nascita
Nessun colore come il bianco rimanda a un'idea di purezza e d'innocenza, forse perché è più facile pensare a qualcosa di omogeneo, puro e uniforme col bianco che con altri colori: ma il bianco è davvero un colore? Nel mondo antico è considerato tale, finché lo spettro di Newton crea un nuovo ordinamento che esclude il bianco e il nero e li assimila a una sorta di grado zero del colore.

// giovedì 16 gennaio 2025
Un mondo di tenebre
Assimilato all'oscurità e al niente che precede la creazione del mondo, il nero eredita una triste
reputazione impregnata di un profumo di morte e dannazione. Ma al tramonto del Medioevo, dopo la
grande peste, la voga del nero nell'abbigliamento esplode come segno di penitenza collettiva e diventa colore cerimoniale delle pratiche vestimentarie cortigiane. Grave e austero, il nero diventerà in seguito l'uniforme della borghesia nascente e dei rappresentanti dell'autorità, perdendo un po' della sua magia e forza simbolica.

// giovedì 13 febbraio 2025
Profondo rosso
Noto fin dalla preistoria, il rosso è stato per molto tempo l'unico colore percepito e ha costituito la triade fondamentale dell'antichità, insieme al bianco e al nero. È un colore orgoglioso e deciso, ma è anche indice di violenze e furori, di delitti e peccati, brucianti come le fiamme di Satana: rimanda al fuoco e al sangue, alla vita e alla morte, ed è spesso associato al potere e al sacro. Ma è anche il colore dell'amore e della festa e, anche se oggi il suo ruolo si fa più discreto, simbolicamente resta comunque il colore più forte.

// giovedì 13 marzo 2025
Il colore dei sogni
Il blu è stato per molto tempo un colore ignorato e perfino disprezzato in quanto colore dei barbari, poi
lentamente ha cominciato a imporsi, perché la società ha bisogno di combinatorie più ricche per
riorganizzare i suoi emblemi, i codici di rappresentazione e i sistemi simbolici. La Vergine si veste
d'azzurro e lo fa anche il pio re di Francia Luigi IX. In poche generazioni il blu diventa di gran moda e i
tintori, stimolati, fanno a gara per scovare nuovi procedimenti di fabbricazione. Finché oggi diventa il
colore predominante in Europa, dove, non a caso, la bandiera è blu.

// giovedì 17 aprile 2025
Un’assordante fanfara
Il giallo è un colore poco amato, nonostante nell'antichità abbia goduto di grande prestigio, in quanto
collegato all'oro e alla luce del sole. Ma presto gli aspetti negativi prevalgono, e il giallo viene associato all'infamia e al tradimento: Giuda indossa una veste gialla e le case dei falsari vengono dipinte in giallo. La stella o altri segni distintivi e discriminatori sono di colore giallo, imposti non solo agli ebrei, ma anche ad altre categorie di emarginati e reprobi. Anche nella vita quotidiana e nel vestiario, dove è confinato a cuffie o grembiuli, il giallo è poco presente, a causa di una reputazione rimasta troppo a lungo negativa.

// giovedì 15 maggio 2025
Immobile vertigine
Il verde è un colore ambiguo, falso anche perché è ottenuto con coloranti vegetali a basso costo, che
producevano colori smorti e poco resistenti. Così diventa un colore incerto e deludente, e si collega a ciò che è effimero, menzognero e ipocrita, come il gioco d'azzardo. Solo col Romanticismo e la rivalutazione della natura, degli erbari e delle passeggiate, il verde acquista un nuovo prestigio: tonico, ricco di speranza, è oggi diventato il colore messianico che salverà il mondo.