Thinking Blind

Pubblicato Mercoledì, 21 Dicembre 2022
Data di scadenza Giovedì, 22 Dicembre 2022
Teatro Cantiere Florida
Via Pisana, 111/R
Firenze

Il 21 e 22 dicembre ore 21 al Teatro Cantiere Florida, la compagnia (S)blocco5 presenta una performance teatrale fuori dagli schemi

Thinking Blind, performance finalista Biennale College Teatro 2021 - Sezione performance internazionale Under40

«La mia vista non tornerà più, la retina è distrutta [...] Lampi blu nei miei occhi...» Parole di Derek Jarman in Blue, film sulle ultime fasi della sua malattia, a immagine unica: ininterrotto monocromo Blue Klein. Mentre la sua vista si spegne Jarman è l'artefice di un giardino-paradiso, fatto di piante infestanti, di fronte alla centrale nucleare di Dungeness: nel più inospitale dei luoghi crea un'opera di incredibile bellezza. La performance è un omaggio al suo thinking blind, "pensare da ciechi", sviluppare un pensiero senza organi in cui trovi posto ciò che non vediamo: the true blue, la verità fluida del mondo.

Crediamo che esista un dentro e un fuori, cose distinte da noi, e non ci accorgiamo di vivere immersi in un'atmosfera fisica, ambientale, culturale, come pesci nei mari. Ogni forma di inquinamento, non solo fisico ma anche ideologico o morale – l'inquinamento dei pensieri e delle abitudini – è l'incapacità di vedere il mare in cui siamo, e di capire che ogni cosa che è fuori di noi entrerà in noi. In scena 2 performer: una misteriosa Eva - un pò Natura, un pò Destino Nucleare dell'umanità - che non mostra mai al pubblico il suo volto e un giovane Adamo che perde il Paradiso Terrestre e si "macchia".

Thinking Blind è una riflessione sull'uomo, vittima e carnefice del suo stesso stare sulla terra, sulla contaminazione di se stessi e del mondo, sul procedere implacabile del tempo. Ma è anche uno spettacolo sulla malattia, sull'HIV, sulle epidemie lecite e illecite, sull'omosessualità, sulla lotta per i diritti civili e sugli atti creativi come forme di resistenza. Imparare a pensare come se fossimo ciechi, cioè con altri organi, trasformare l'angoscia del futuro in visioni più profonde della vita: per fare di noi un giardino di fronte a una centrale nucleare e trasformare un terrore oscuro in opportunità di bellezza. «Fight the fear of the Begining, the Middle and the End!», recita Tilda Swilton in Blue di Jarman: creare atti di resistenza alla decadenza e all'orrore, per (ri)costruire - come fece Jarman - il giardino perduto dentro di noi o quanto meno tentare di renderlo concreto nel nostro agire sulla terra.

La biglietteria sarà aperta nei giorni di spettacolo a partire dalle ore 19:30